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Il Restauro

 I primi decenni del secolo scorso hanno indubbiamente rappresentato per questa dimora il momento di massimo splendore, il cui ricordo è ben vivo nella memoria di quanti la frequentavano, specie nelle calde giornate estive, ma il suo lento ed inarrestabile declino è stato segnato dal terremoto del 1930, dal secondo conflitto mondiale e, in seguito, dalla decisione della famiglia Hagemann di risiedere a Pesaro. Questo trasferimento ha accelerato il suo degrado e lasciato libertà di azione ai tanti curiosi, molti dei quali veri e propri vandali, che l’hanno “visitata” assiduamente negli ultimi decenni.

Solo con il nuovo millennio una prima concreta prospettiva di rilancio è venuta dalla nuova proprietà, la cui decisione di non riservare la villa alla sua privata fruizione ma di trasformarla in struttura turistico-ricettiva ha rappresentato in primo luogo per i Fanesi la possibilità di tornare a godere di un bene prestigioso che appartiene alla storia cittadina ed inoltre a tale scopo sono stati finalizzati gli interventi di risanamento ed adeguamento funzionale.

I lavori di restauro, durati quasi tre anni, hanno rispettato e valorizzato la struttura originaria conservando scrupolosamente ogni segno ancora leggibile e restituendolo all’antica bellezza.

Così la conservazione degli infissi esterni ogivali a scomparsa, dei pavimenti in graniglia o pianelle, dei soffitti con travi a vista e dei colori degli intonaci o dei muri a vista hanno contribuito a ricreare l’atmosfera di grande charme peculiare della dimora.

 

Accresce sensibilmente la magia della dimora la sua cornice naturale - il vasto parco, i giardini e le aiuole fiorite -, la cui originaria sistemazione era ormai divenuta illeggibile perché ogni spazio era stato letteralmente sommerso dalla vegetazione cresciuta disordinatamente nel corso degli anni.

Solo dopo un lento e accurato lavoro di potatura e di rimozione degli infestanti è stato possibile realizzare uno studio paesaggistico della proprietà e procedere al reintegro di quelle essenze (in particolare le rose, le ortensie, le camelie, ecc.) presenti nei giardini di inizio Novecento nel nostro territorio. La pulizia degli spazi attorno alla villa ha consentito anche il recupero e il restauro di ciò che restava degli arredi esterni (le vasche per i pesci, la voliera, ecc.), che sono stati integrati con giochi d’acqua  - una vasca decorativa alla base della torre ed una balneabile nella terrazza prospiciente Fano -  che si inseriscono armoniosamente nel contesto architettonico e naturale.

 

Il  restauro, rigorosamente conservativo, ha consentito il recupero e la fruizione di alcuni spazi di servizio come le cantine e l’area cortilizia, che sono state pavimentate e collegate tra loro e sono diventate una cornice deliziosa, specie nelle calde serate estive, per cerimonie, concerti, incontri conviviali a lume di candela. Si segnalano in particolare proprio per il loro charme, le sale delle ex cantine, che comunicando con l’ampia terrazza, creano l’illusione di immergersi completamente nella natura circostante.